ioSocCORRO - L'app che salva la vita

L’arresto cardiaco improvviso rappresenta una circostanza nel quale il pronto intervento di chi è testimone con una manovra semplice ed efficace come la Rianimazione Cardio Polmonare (RCP) e l’utilizzo del defibrillatore (DAE) può mantenere in sopravvivenza la vittima e far guadagnare tempo per l’arrivo utile dei soccorsi, costituendo uno degli anelli più importanti della catena della sopravvivenza.

L’idea imprenditoriale “ioSocCORRO – l’App che salva la vita” nasce dall’esperienza maturata dal CEO Founder di Salvamento Academy, il Dott. Stefano Mazzei nell’ambito del primo soccorso e salvataggio, con l’obiettivo principale quello di contribuire a diffondere la cultura del primo soccorso nella comunità, coinvolgendo le Organizzazioni che operano in ambienti universitari, medico-sanitari, del volontariato di protezione civile, del soccorso professionale, dello sport e della cultura. In questa situazione si inserisce l’applicazione “ioSocCORRO – l’app che salva la vita” la quale si pone come obiettivo quello di allertare “il soccorritore occasionale” che ha i requisiti operativi per poter agire, comunicandogli la posizione della vittima e quella del defibrillatore disponibile più vicino per intervenire tempestivamente e fornire una maggiore speranza di sopravvivenza in attesa dell’arrivo del soccorso avanzato.

L’applicazione è sviluppata da FirstAED aps con sede in Danimarca per la quale Salvamento Academy Srl è rappresentante commerciale in esclusiva per l’Italia.

Migliore idea del 2012

Il progetto l’App che ti salva la vita è risultato vincitore del concorso “Idee innovative per il Paese” indetto da ITALIACAMP nell’edizione 2012 , ed è stato presentato al Consiglio dei Ministri nel 2014.

L’applicazione che potrà essere collegata e gestita dalla locale centrale operativa del servizio medico d’emergenza 118, invia sul display del dispositivo mobile appartenente al soccorritore localizzato nelle vicinanze dell’incidente, oltre che l’esatta ubicazione del luogo dell’emergenza, anche quella della più vicina postazione con Defibrillatore semiAutomatico Esterno (DAE), che consente di fornire assistenza alle vittime di ACI.

Premessa

stadio olimpico

 

Nel nostro paese l’arresto cardiaco extra ospedaliero è responsabile del 60-70% di tutte le cause di morte cardiovascolare e secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore della Sanità (08/2010), ogni anno i decessi per arresto cardiaco improvviso sono circa 73.000, con un ritmo di 200 vittime al giorno, una ogni 7 minuti, praticamente un intero stadio olimpico che ogni anno scompare!
Molte di queste persone possono essere salvate se soccorse in tempo

L’80% dei casi di arresto cardiaco avviene in ambiente extraospedaliero: a casa, in ufficio, a scuola, per strada e spesso alla presenza di testimoni.


La possibilità di sopravvivenza si riduce del 10/12% per ogni minuto che trascorre prima della defibrillazione. Raggiunti i dieci minuti dall’arresto cardio-circolatorio la sopravvivenza è in pratica nulla.

Il sistema di emergenza 118 raramente è in grado di arrivare sul posto prima di 8-10 minuti, per cui la sopravvivenza rimane molto bassa (circa 1-5%).

La RCP precoce aumenta la percentuale di sopravvivenza di tre volte e insieme alla defibrillazione sono gli unici interventi che si sono dimostrati efficaci nel migliorare la sopravvivenza dei pazienti in arresto cardiaco. Si stima che più del 75% degli adulti potrebbe sopravvivere a un arresto cardiaco se assistito con un defibrillatore.

Arresto cardiaco improvviso

Arresto cardiaco

Abbiamo poco tempo

RCP

 

Il dramma è che, senza alcun intervento, dopo quattro minuti dall’arresto cardiaco inizia un danno cerebrale che diventa in pratica irreversibile dopo dieci minuti.

Quindi se è probabile che un testimone non sia in condizione di prestare efficacemente un primo soccorso, è altrettanto probabile che nelle immediate vicinanze ci sia invece qualcuno che sia stato addestrato a farlo.

Basterebbe solo allertarlo, comunicandogli la posizione della vittima per intervenire tempestivamente e fornire una maggiore speranza di sopravvivenza in attesa dell’arrivo del soccorso sanitario avanzato.

Come funziona

L’applicazione da scaricarsi gratuitamente sarà inizialmente disponibile per smartphone con sistema operativo iOS e Android, consente agli utenti che hanno indicato sul proprio profilo di essere addestrati nella rianimazione cardiopolmonare (RCP) di ricevere in tempo reale la notifica se qualcuno vicino ha bisogno di aiuto per un’emergenza sanitaria che può richiedere la RCP. Se l’emergenza cardiaca è in un luogo pubblico, l’applicazione, usando degli algoritmi specifici legati alla tecnologia GPS, avviserà gli utenti registrati che nelle vicinanze c’è una richiesta di aiuto e la necessità di prestare il primo soccorso.

Tracciamento

Localizzazione GPS della posizione corrente dei soccorritori addestrati alla RCP

DAE (PAD)

Mappatura dei defibrillatori di pubblico accesso

Navigatore

Sistema di guida verso il punto dell'emergenza

Team

Gestione dei ruoli in base alle competenze dei soccorritori

Report

Segnalazioni dei casi da parte dei soccorritori

API

Integrazione con sistema dispatch delle centrali operative 118

Semplice e funzionale

L’applicazione che sarà collegata e gestita dalla locale centrale operativa del servizio medico d’emergenza, invia sul display del dispositivo mobile appartenente al soccorritore localizzato nelle vicinanze dell’incidente, oltre che l’esatta ubicazione del luogo dell’emergenza, anche quella della più vicina postazione con Defibrillatore semiAutomatico Esterno (DAE), che consente di fornire assistenza alle vittime di arresto cardiaco improvviso.

Case History

Un progetto simile è stato intrapreso già nel 2007 in Svizzera nel Canton Ticino, ma a differenza di iosoccorro, prevede l’invio di SMS a tutti i soccorritori registrati a prescindere dalla loro posizione geografica. Nonostante ciò i dati rilevato nel 2013 evidenziano che nel 78% dei casi, si è attivato almeno un soccorritore e per 1/3 degli interventi si è utilizzato un defibrillatore. Durante i 42 mesi di studio, il personale EMS ha tentato di rianimare 1693 pazienti in arresto cardiaco nell’area di sistema TM-alert, e 893 volte è stato attivato il sistema. Il tempo mediano dalla chiamata di emergenza al soccorso è stato significativamente più lungo quando il dispatcher non ha attivato il sistema TM-allarme.

Anche in Olanda hanno sperimentato un sistema specifico di allerta. Questo sistema avvisa i primi soccorritori che in fase di registrazione hanno indicato dove abitualmente vivono e sono vicini ad una persona in arresto cardiaco, gli indica dov’è posizionato il defibrillatore e li indirizza dalla vittima. Nello studio (ARREST: Amsterdam Resuscitation Study) è stato analizzato il funzionamento di questo sistema con l’attenzione per i tempi di risposta.

Nel 52% dei casi un AED era stato collegato prima dell’arrivo EMS, soprattutto se l’arresto cardiaco non era avvenuto in un luogo pubblico: in 176 di questi 184 casi (95,7%), l’ECG è stata recuperato e un ritmo defibrillabile era presente in 76 di questi (43,2%). Tutti i 76 casi sono stati defibrillati dai TM-responder.  I TM-responder consentono una significativa diminuzione del tempo di intervento e defibrillazione 02:54 (min: sec).

Questi dati confermano la fattibilità e il sicuro successo dell’app ioSoccorro, la quale a differenza dei sistemi precedentemente illustrati, geolocalizza il soccorritore e può gestire il team di soccorso in base al profilo di chi risponde alla notifica.

Langeland

Langeland, un’isola lunga 52 km nel mezzo della Danimarca, dove è stata attiva l’app a causa della lunga distanza dall’ospedale più vicino (circa 55 km). Attualmente ci sono poco più di 200 volontari formati in attesa e DAE sempre disponibili a una distanza massima di 2 km.

Utilizzando la stessa tecnologia ioSoccorro by FirstAED, dal 2012 il tempo di risposta per il primo soccorso da parte dei soccorritori occasionali si era ridotto del 50%.

I numeri su 6 anni di funzionamento dell’app sull’isola danese

1
Notifiche
1 %
Risposte
1 %
Interventi
1 %
prontezza
  • NOTIFICHE: numero di avvisi totali inviati dalla Centrale Operativa del 112 verso i cellulari dei soccorritori occasionali.
  • RISPOSTE: percentuale di avvisi accettati dai soccorritori occasionali.
  • INTERVENTI: percentuale di soccorsi prestati dai soccorritori occasionali, il 50% entro i primi 4 minuti.
  • PRONTEZZA: percentuale di assistenza prestata alla vittima prima dell’arrivo dell’ambulanza dai soccorritori occasionali.

Obiettivi

Educazione e sensibilizzazione dei giovani e degli adulti verso la prevenzione, la sicurezza e il volontariato.

Riduzione della mortalità e dei rischi di danni permanenti dovuti all’arresto cardiaco;

Raccolta dati attraverso gli interventi di soccorso prestati valutando anche il risultato post-decorso del paziente.

Risultati attesi

I casi di arresto cardiaco in Italia sono circa 73.000 per anno, uno ogni 7 minuti, dovuti a malattie cardiovascolari (dati Istituto Superiore Sanità 08/2010) e solo il 2% di questi riescono a sopravvivere.

Questi eventi si verificano per l’80% dei casi in sede extraospedaliera, rappresentando la 1° causa di morte di persone, risultando la patologia con i costi sociali più elevati. Va inoltre rilevato che la mortalità generale nel nostro paese è per il 43% legata alle malattie cardiovascolari, malattie di tipo cronico-degenerativo il cui danno da eventi acuti può essere limitato da interventi precoci e tempestivi con grande vantaggio per l’individuo e per la comunità.

maratona

Considerato che:
a. per il decesso è stato calcolato un costo medio della vita umana pari a 1.502.025 euro (come somma di 940.291 euro per mancata produttività e di 561.734 euro per danno morale) fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Studio di valutazione dei Costi Sociali dell’incidentalità stradale 2011

b. il costo medio giornaliero per una persona in terapia intensiva è di 3.500 euro;

c. la percentuale di sopravvivenza di una persona in arresto cardiaco con la sola chiamata al 118 è molto bassa (tra l’1 e il 5%), mentre se il paziente è assistito con una RCP e una defibrillazione precoce, la possibilità che venga rianimato può raggiungere il 65%.

Questo significa che: ogni anno almeno il 25% delle persone colpite da arresto potrebbero essere salvate, cioè oltre 18.000 vite umane, praticamente tanti quanti i partecipanti della maratona di Roma, che in termini di costi sociali equivalgono a oltre 27 miliardi di euro risparmiati ogni anno, stima che non tiene conto delle spese sanitarie per la degenza in terapia intensiva.

Un'immagine vale mille più di parole, anche per chi deve coordinare i soccorsi

appvideo

Prossimamente l’App ioSoccCORRO sarà integrata da una nuova funzionalità che permetterà all’operatore della Centrale Operativa del 112 di attivare da remoto la telecamera del cellulare della persona che ha effettuato la chiamata d’emergenza e ricevere in tempo reale sul proprio monitor le immagini dello scenario dell’incidente, così da gestire nel modo migliore l’invio delle squadre di soccorso avanzato e fornire utili indicazioni a chi già si trova sul posto e può prestare una prima assitenza a chi ne ha bisogno.

Stefano Mazzei

l'IDEATORE

Laureato in Scienze dell’educazione e della formazione
è il CEO Founder della Salvamento Academy srl

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